martedì 22 gennaio 2008

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lunedì 21 gennaio 2008

LA CRISI LASCERA' IL PAESE SENZA GUIDA - LA POPOLAZIONE SI ORGANIZZA PER EVITARE IL PEGGIO

Cedete lo passo!

SI VA A VOTARE

Il funambolico Ministro Mastella, abbandonato dagli alleati che non hanno gridato allo scandalo per l'arresto della moglie, dichiara aperta la crisi di Governo. Se è tutto vero, sempre se, tra qualche mese si andrà alle urne per decidere da chi farci prendere per il culo per i prossimi anni.
I candidati più accreditati sembrano essere due: Vuòlter e Scìlvio.
Mi sembrava di aver trattato il tema, e sono andato a cercare nell'archivio del blog.
Ho riso da solo nel rileggere questo post di novembre che vi ripropongo.
Tranquilli, non voglio resuscitare materiale vecchio, ma mi sembrava più attuale che mai.
E poi ditemi se mi sbaglio......

venerdì 18 gennaio 2008

"PRO MASTELLAM"

Mi fa un po' impressione prendere le sue difese, ma voglio testimoniare la sensazione di schifo che ho provato l'altra mattina, apprendendo che il linciaggio del ministro e del suo entourage era partito dopo una fuga di notizie dalla Procura di Cava dei Tirreni.
Mastella, incarnazione del malessere della nostra politica, dove un manipolo di furbastri tiene per le palle tutto un paese, merita di essere trattato cavallerescamente, perchè non diventi quella vittima che ora, con ragione, sostiene di essere.
Pensateci.
Leggiamo da qualche giorno articoli cubitali sullo tsunami abbattutosi sul mondo politico, Mastella - Udeur - Berlusconi - Cuffaro, e forse è tutto vero, o forse questa è solo la punta dell'iceberg.
Ma che nessuno si interessi di rintracciare chi ha permesso agli organi di informazione di comunicare il provvedimento che la moglie del ministro non conosceva ancora, è scandaloso.
Il problema non è se sussista o meno il presunto network di amicizie e clientele di Mastella e famiglia, ma come questa circostanza si tramuti da sospetto (pur fondato, ma sempre confinato tra le mura di un tribunale) in pubblico linciaggio grazie alla collaborazione delle talpe, che meritano di essere punite con una severità rasentante la ferocia.
Se permettiamo che questo possa accadere impunemente autorizzeremo infatti l'eliminazione sistematica di tutti quelli che sono d'intralcio ai "grandi editori", tanto da una parte che dall'altra.
Cominciamo con il togliere i notiziari, per quindici giorni, a chi diventa complice delle talpe delle procure, vedrete che le perdite pubblicitarie faranno loro tornare il senso della misura.

giovedì 17 gennaio 2008

PREFERIAMO SOPRASSEDERE

Sono le parole con le quali il Pontefice ha comunicato la propria decisione di non inaugurare l'anno accademico dell'Università "La Sapienza" di Roma, al fine di evitare disordini che si preannunciavano più che probabili.
Con senso di responsabilità Benedetto XVI ha lasciato la scena prima che il palcoscenico prendesse fuoco.
In un momento successivo è stato quindi divulgato il testo della sua lectio magistralis, oggetto di tante preventive polemiche, che si è dimostrato più conciliante verso il sapere cosiddetto laico di quanto immaginato dai "rivoltosi".
In punta di piedi, ma con passi pesantissimi, ha voluto ha voluto far sapere che gli allarmi anti-reazionari erano fuori luogo.
1 a 0 per lui, e palla al centro.
Non mi pare opportuno soppesare le opinioni delle due "fazioni", per identificare chi abbia ragione, certo si può riflettere su qualche aspetto della questione quanto meno stravagante.
Osservandola dall'esterno, senza parteggiare per alcuno, ne ho ricavato infatti tre conclusioni snelle ed asciutte:
1) Nessuno è indifferente al fatto che il Pontefice parli
2) il Pontefice per alcuni può parlare e per altri no
Non esiste allora una posizione "neutrale", ma persino schieramenti contrapposti che affiancano nel dibattito pubblico i due protagonisti della vicenda, i "ribelli" della Sapienza e la Chiesa Cattolica.
Si percepisce a pelle che la questione non riguarda la libertà scientifica o l'ingerenza della Chiesa nell'ambito universitario, ma uno scontro di fatto confessionale tra la sinistra ed il clero.
Una parte della Chiesa Laica (200 persone in tutto) ha conteso pubblicamente alla Chiesa Cattolica l'inaugurazione dell'Anno Accademico, un'evento simbolicamente importante perchè relatore all'esterno della "linea didattica" dell'Ateneo, il suo modo di intendere il Sapere.
Ed il Rettore si era dimostrato magnifico nell'invitare il Pontefice a tenere la lezione inaugurale.
Infatti, nel luogo dove la Scienza attribuisce alla Natura regole diverse da quelle che le sono attribuite dai testi religiosi ha richiesto la presenza di Benedetto XVI, suo principale antagonista intellettuale.
Il confronto avrebbe potuto essere bellissimo.
Ma la "presunta" Chiesa Laica ha rovinato tutto, facendoci perdere questa stupenda possibilità.
Cito, per concludere, François-Marie Arouet più noto con lo pseudonimo di Voltaire:
"Io combatto la tua idea, che e' diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perche' tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente"



domenica 13 gennaio 2008

IL GIRO D'ITALIA DELLE IMMONDIZIE

Solo 11 regioni italiane sono disponibili ad accettare i rifiuti campani.
Veneto, Trentino e Friuli dicono no in blocco, unitamente ad Umbria Basilicata e Valle d'Aosta.
Secondo il nostro esimio Presidente del Consiglio, Romano Prodi, la cosa è "vergognosa" e da Malta, dove si trova per una visita istituzionale, richiama i "ribelli" ad un gesto di responsabilità collettiva.
Caro Presidente, allora Le chiedo:
Il Signor Bassolino Antonio ha ricoperto dal 1993 al 2000 la carica di Sindaco di Napoli per poi passare alla Presidenza della Regione Campania, dove la situazione dei rifiuti viene considerata in stato di emergenza dal 1994 (una fatalità?).
Dal 2000 al 2004 è' stato Commissario Straordinario, poi commissariato (il commissariato straordinario a sua volta commissariato, da non crederci se non fossimo in Italia), realizzando una gestione finita sotto osservazione della Procura Penale e Contabile.
La Procura di Napoli ne ha chiesto il rinvio a giudizio e la Corte dei Conti la condanna al risarcimento di un danno erariale per 3.200.000 euro.
La dottoressa Iervolino Rosa Russo, in compenso, è Sindaco di Napoli dal 2001.
Il gesto di responsabilità lo faccia Lei cacciandoli tutti a pedate nel culo!
Altrimenti mi spieghi, in maniera convincente, per quale balzano motivo NOI dovremo essere responsabili e LEI, invece, può fare quel cazzo che vuole.
Forse Le mancano le PALLE per mandare a casa gli incompetenti della Sua parrocchia?
O forse non dobbiamo considerarli incompetenti perchè vittime di una contingenza sfavorevole di quindici anni?