Il Segretario del PDCI, Oliviero Diliberto, rinuncia alla sua candidatura in Parlamento in favore di Ciro Argentino, operaio dell'azienda tedesca nei cui stabilimenti di Torino si consumava la tragedia dello scorso dicembre.
Dal Corriere.it: "L'esponente dei Comunisti italiani spiega che avevano «deciso di eleggere un operaio, ma nel corso delle trattative abbiamo visto che non c'era un posto disponibile. E allora - ribadisce - mi chiamo fuori e dò la garanzia della sua elezione in una circoscrizione sicura. È una scelta che non mi pesa», ma «è anche una risposta con i fatti alle polemiche sulla carta. Non tutti i politici sono uguali, i comunisti sono diversi dagli altri. E lo dimostriamo con i fatti e non con le parole»."
Per una volta CHAPEAU ad un politico! Se è tutto vero Diliberto diventa diverso da tantissimi altri.
venerdì 7 marzo 2008
DILIBERTO LASCIA IL SUO POSTO IN PARLAMENTO AD UN OPERAIO DELLA THYSSEN KRUPP
Pubblicato da MARIN FALIERO alle 4:43 PM 3 commenti
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giovedì 6 marzo 2008
NESSUNO VUOLE MASTELLA. LUI RINUNCIA ALLA CANDIDATURA TERRESTRE
Deluso dal rifiuto di Veltroni e dal dietrofront di Berlusconi, Clemente Mastella decide di rinunciare al proposito di candidarsi sulla terra e giocare la carta lunare.
Grazie ad un passaggio fornito dalla Nasa si recherà sul satellite entro marzo per organizzare comizi ed inaugurare le prime sezioni di partito a Gravità Zero.
Si affrettano i tempi per far rientrare la circoscrizione lunare tra quelle estere in grado di determinare l'elezione di un proprio rappresentante nel parlamento italiano.
Già deciso il nome della nuova formazione politica: LUNEUR.
Pubblicato da MARIN FALIERO alle 11:23 PM 0 commenti
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E' DIVENUTO VITALE CREARE ALTERNATIVE AL PETROLIO
Il prezzo del petrolio ha sfondato i 105 dollari al barile (105,06) stabilendo l'ennesimo record.
Il grafico che potete vedere rappresenta l'evoluzione dei prezzi, dai pochi dollari occorrenti nel 1999 (8-10 $) ai troppi di oggi (105 $).
Le necessità energetiche di paesi in tumultuoso sviluppo come Cina ed India, che assommano circa 2 miliardi e mezzo di abitanti, hanno certamente fatto aumentare la domanda e salire il prezzo.
Ai loro ritmi di crescita fagocitano tutto, come le locuste bibliche.
Poiché sono solo un lettore dell'economia non posso pretendere di dare valutazioni tecniche, ma cercare nell'insieme di informazioni disponibili lo spunto per trarre alcune conclusioni personali.
Dunque:
1) la grande richiesta di greggio fa schizzare in alto i prezzi
2) l'economia del mondo occidentale (Europa ed America) è ferma
3) la nostra economia è ammanettata al petrolio
Se questi dati sono veri (e sappiamo che lo sono) ci aspettano tempi veramente impegnativi.
Nel nostro emisfero a crescita zero, infatti, i costi di tutti i beni necessari salgono e sono destinati a salire, mentre al nostro interno non produciamo così tanto da "contendere" il combustibile all'Asia, che quindi farà ancora il prezzo dell'energia per diverso tempo.
Non producendo nè vendendo di più (i consumi sono in regresso da tempo) non abbiamo ricchezza da distribuire, mentre lievitano i nostri costi quotidiani legati al prezzo dell'olio combustibile, che dall'inizio del 2007 è più che raddoppiato.
Costa enormemente di più produrre manufatti industriali, fornire servizi, muovere su gomma o rotaia persone, beni, alimenti, materiali.
Allineare forzosamente la disponibilità economica della popolazione, mediante la riduzione dell'imposizione fiscale diventa inutile se non si sviluppa una politica energetica coraggiosa, che tolga al petrolio il suo predominio.
Solo riducendo le tasse, e anche portando la spesa pubblica alla massima efficienza possibile, si giungerebbe ad un pericoloso punto di pareggio, oltre il quale il taglio della spesa pubblica comincia ad erodere l'efficienza dell'amministrazione o la costringe a dolorose rinunzie nella tutela sociale.
Questo, ben inteso, se si accetta la possibilità di un lento ma progressivo aumento dei prezzi legati al petrolio, soverchiante i possibili adeguamenti retributivi o i provvedimenti di alleggerimento fiscale.
Tale ipotesi è attuale, posto che il greggio ha quintuplicato il suo costo (con alcune oscillazioni) in soli cinque anni, intervallo nel quale non è possibile adeguare specularmente il potere di acquisto delle retribuzioni.
Bisogna trovare il sistema di imporre forme di energia alternativa al petrolio, per ridurre considerevolmente il peso economico della nostra bolletta energetica.
Imporre l'energia geotermica per gli immobili di nuova edificazione, al fine di ridurre al minimo il ricorso al combustibile per riscaldamento e condizionamento.
Riconsiderare, vista la natura favorevole del nostro territorio, la strada dell'idroelettrico.
Imporre l'installazione di pannelli solari, costruire impianti eolici dove possibile.
Non potremo risolvere tutti i nostri problemi, ma certamente sfruttare al meglio le opportunità che l'orografia della Penisola ci consente.
Penso a quelle zone adriatiche, caratterizzate da bassi fondali sabbiosi e costante presenza di vento, che possano diventare la nostra Esbjerg, il celebre impianto off-shore in Danimarca, dove contano di soddisfare con l'eolico, entro il 2025, il 75% del fabbisogno nazionale.
Non ci sono santi che tengano, se non discipliniamo in fretta il costo dell'approvvigionamento energetico non potremo intervenire nè sulla competitività delle nostre aziende nè sui prezzi.
Anche il nucleare, a mio parere, non deve essere valutato con pregiudizio posto che il rischio per la nostra salute risiede lungo tutti i nostri confini ed anche oltre.
Se penso che la costruzione di impianti eolici non richiede anni, e che l'imposizione di nuove regole costruttive solamente una legge (si pensi ai vincoli antisismici imposti dopo Friuli ed Irpinia) ritrovo un piccola parte di ottimismo.
Se guardo ai nostri politici, e penso a cosa possano fare, lo perdo tutto.
Pubblicato da MARIN FALIERO alle 9:55 AM 0 commenti
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martedì 4 marzo 2008
BERLUSCONI, L'UOMO DEI GRANDI VALORI
Silvio Berlusconi è un uomo dalle profonde radici cristiane.
Egli persegue per il suo paese il bene assoluto, ed ostacola con tutte le sue forze l'avvento del comunismo.
Egli crede nei valori liberali.
Egli è sceso in campo per salvare tutti noi.
Egli è il Campione dell'etica e della morale.
Egli è idealista.
Egli si farebbe uccidere per darti la possibilità di esprimere liberamente la tua opinione.
Egli è l'uomo che accoglie a braccia aperte tutti gli uomini di buona volontà che condividono ed appoggiano il suo progetto politico.
Egli alla domanda:
E Mastella?
candidamente ha risposto:
«È successo che i sondaggi hanno dimostrato che con lui avremmo perso dall'8 al 12%»
Pubblicato da MARIN FALIERO alle 5:40 PM 0 commenti
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sabato 1 marzo 2008
I POLITICI ED I DONI DEL RE SOLE
Quanto meno per equità verso quello del PD, strapazzato lo scorso 25 febbraio.
Ma mi sono imbattuto in una cosa che voglio proporvi, e che è in perfetta linea con lo spirito e con molti contenuti di questo blog.
Qualche tempo fa un lettore mi chiedeva: "...perchè lo pseudonimo Marin Faliero? .... come utopia rivoluzionaria? per l'esempio di crudo e intransigente governo dato della serenissima?"
Ho trovato la miglior risposta che in quell'occasione avrei potuto dargli ne "Relazione di Francia di Alvise Sagredo, Ambasciatore ordinario a Luigi XIV dall'anno 1663 all'anno1665".
E' l'atto ufficiale con il quale l'Ambasciatore veneziano, al termine dell'incarico, consegna '...la presente umilissima relazione...' come '...imposto dalle leggi di questa serenissima patria...', elencando l'attività diplomatica svolta presso la Corte di Francia e descrivendone i successi.
In questi primi giorni di campagna elettorale, dove le strategie vengono stabilite a tavolino insieme ad esperti di comunicazione e guru del marketing, mi hanno colpito le ultime tre righe della relazione, nelle quali Alvise Sagredo, dopo avere consegnato a Venezia i doni personali ricevuti dal Re Sole, ne chiede la restituzione in riconoscimento dei servizi prestati:
"Dalla grazia della Serenità Vostra poi avendomi il re donato una collana d'oro ed il proprio ritratto cinto di diamanti, ch'io presento d'innanzi con questi fogli, anch'io umilissimo imploro il rilascio di detto presente per onorarmi che in ogni parte sia da cadauna dell'Eccellenze Vostre compatito ed aggradito lo zelo del mio ossequiosissimo prestato servigio."
In questa 'noiosa' lettura si nasconde uno dei pochi ingredienti della buona politica, indispensabile a destra e sinistra al di là delle intenzioni sbandierate tra luci colorate, canzoni ridicole, corriere dipinte di verde, blefaroplastiche e lampade solari.
L'Utopia Rivoluzionaria: persone autenticamente educate al servizio della cosa pubblica, tutto qui.
E tutti quelli che si affannano per persuaderci che lo sono, con tutta evidenza, hanno la coda di paglia.
Viva San Marco!
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