venerdì 30 novembre 2007

IL GAS NEL 2008 AUMENTERA' DEL 17% - ZITTI TUTTI

Medvedev, vice-presidente di Gazprom, colosso russo che fornisce buona parte del nostro gas, annuncia lo scorso 28.11 che nel 2008 gli aumenti dei prezzi per l'Europa saranno in doppia cifra, come indicato nel titolo, pari al 17%.

La fonte, oltre ad Excite.it, è l'Agenzia Ansa.
La notizia, quando l'ho sentita, mi ha fatto tremare i polsi ed ha innescato dei meccanismi mentali perversi, visto che con il gas ci si riscalda, si cuoce, si produce.
Penso ai prodotti da forno, tanto per indicarne uno tra quelli più esposti al rischio di forti rincari.
Bene, ricevuta questa lieta novella, vogliamo commentare senza malizia quella del precedente 14 novembre 2007, pubblicata dal Sole 24 Ore con la quale si annunciava che Gazprom sarebbe divenuta per decine di anni la principale partner di Eni, con forniture fino al 2035?
Abbiamo dei dirigenti talmente pisquani che vanno a stipulare contratti di fornitura la mattina e scoprono alla sera che Gazprom ha in animo di aumentare i prezzi del 17%?.
Possibile che non sappiano nulla? Ma l'Eni, non è dello Stato?
Chissa perchè, poi, gli ucraini pagano l'identico gas meno della metà di noi.
Infatti 1000 metri cubi di gas costano a Kiev 100 dollari, mente in Europa 265 (prima degli aumenti programmati), possibile che la differenza sia giustificata solo dall'utilizzo delle infrastrutture per la distribuzione?.
O forse i russi tengono d'occhio anche la capacità di spesa dei propri clienti e di conseguenza 'tarano' i prezzi? Mi sa che anche in questo caso ci chiamiamo Jo Condor.

giovedì 29 novembre 2007

L'IMPORTANTE E' CHE CI SIA UN PROGETTO POLITICO

Berlusconi ritorna sui suoi passi e nega di aver mai detto che Forza Italia si sarebbe sciolta.
Adesso lancia l'idea del 'partito network', e subito Fini dichiara a Mentana di ritenersi libero di decidere secondo coscienza, anche riguardo al conflitto di interessi.
Abbiamo due dati:
1) Berlusconi dice le bugìe 2) Fini, sino ad ora, non ha deciso secondo coscienza.
Giordano ritorna sui suoi passi e preannuncia che il Governo dovrà chiarire le proprie intenzioni alla coalizione entro gennaio 2008.
Abbiamo di nuovo due dati:
1) Non fare oggi quello che puoi fare domani 2) Giordano non conosce nemmeno le intenzioni di un Governo che se ne impippa di lui e fa tutto quello che vuole.
Siamo in una botte di ferro.

mercoledì 28 novembre 2007

SUA SORELLA STA BENISSIMO

Adriano Celentano il 23 novembre pubblica il disco "Dormi amore la situazione non è buona", ed il 26 appare alla televisione di Stato per regalarci ieratiche considerazioni ad ampio spettro nella trasmissione "La situazione di mia sorella non e' buona".

Boom negli ascolti, Del Noce esulta, i giornali ne parlano, la destra si incazza e la sinistra si commuove.
Con la pubblicità fatta al disco mi aspetto che la Rai partecipi anche agli utili prodotti dalle vendite, o che magari alleggerisca temporaneamente il canone.
Non vorremo mica pensare che lo si paghi profumatamente migliaia di euro a spese dei cittadini per fargli vendere qualcosa su cui ci guadagna di nuovo?
E che c'ho scritto Jo Condor?


lunedì 26 novembre 2007

SI CHIAMAVA DANIELE PALADINI

Ogni qualvolta un nostro militare perde la vita nella missione in Afghanistan si apre il dibattito sulla necessità o meno della nostra presenza in quel paese e la responsabilità per il lutto viene attribuita a pioggia ora su chi ha inviato le truppe, ora su chi non le ha ritirate.
Siamo inpegnati in una missione di peace-keeping o war-keeping?
Mi pare di capire che nella sostanza non cambia nulla, dobbiamo semplicemente decidere se vogliamo dare una mano a quella povera gente, che salta per aria all'inaugurazione di un ponte o di un ospedale, oppure quando si trova in fila per cercare un lavoro.
I Taliban c'erano anche prima che arrivassimo noi, solo che allora non avevano bisogno di indossare cinture col tritolo, facevano il bello e cattivo tempo senza avere problemi di sorta.
E le donne finivano giustiziate al campo di calcio, inginocchiate sul dischetto del rigore.
Non nego che sono orgoglioso di credere che i nostri militari stiano dando una mano, a costo della loro vita.
Solo mi urta che si discetti sulla natura dell'impegno, quasi ci fosse da tagliare velocemente la corda perchè i Taliban rimasti sono determinati a riprendere il controllo dell'Afghanistan con le armi.
Si chiamava Daniele Paladini, ed è già sparito dalle prime pagine dei giornali on-line

domenica 25 novembre 2007

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Chi ha aperto oggi il blog avrà pensato di essere ubriaco, stavo tentando un cocciuto restyling della grafica.
Non so neanche cosa sia venuto fuori, su Firefox ne è malaccio ma chi ha IE, se ci sono problemi, me lo faccia sapere.
Mi raccomando andate a dormire presto e mettete la maglia di lana.
Marin Faliero

venerdì 23 novembre 2007

LO HA DETTO! LO HA DETTO!

Scusi, ma è vero che rinuncia al suo ruolo di editore?
S. "... Rinuncio dunque al mio ruolo di editore ed imprenditore, per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo...."
Sentito? Lo ha detto! lo ha detto! (mi. 0.59-1.10)